Dimmi che è stato uno scherzo.
Dio Padre invisibile, tu per statuto,
li rimanderai presto a casa, i nostri cari?
Tu che raccogli a sera, in mazzo, tutti i padri
in quale prato hai messo il mio?
Lo ritroverò con un cestino di fragole in mano?
Vorrei sapere dove hai portato lui
e quelli delle città di legno e terra
che ingombrano sogni e dipinti.
E se stanno bene. E staremo bene? E poi
anche mio figlio starà bene? Gli lascerai
quel bel sorriso? Mi bacerà oltre la morte?
Era uno scherzo, di’?
***
Cosa c’è lì di così forte che ti tiene,
quali spettacoli, quale tivù e fiumi
di sogni realizzati,
droghe che placano i sogni?
Cosa c’è lì? E non dirmi terra.
Ti prego, padre, non dirmi che sei
terra.
***
Non c’entra quanto si era furbi,
i soldi, la fortuna
dopo quel bordo si sta come barboni
a ridere intorno all’albero della conoscenza
a contare le stelle
coperti di rocce, col delta dei fiumi nelle mani
e ponti nelle costole.

PAOLA MALAVASI “A questo servono le lacrime”

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